Le basi della Regola

Approvata al Concilio di Troyes, nel 1128, è l’unica attestazione che renda certa la costituzione formale del gruppo di cavalieri, con una Regola che definisse con precisione gli ambiti della loro attività. Scritta in latino, rivela manipolazioni che fanno sospettare l’esistenza di un testo precedente.

Quale sia stato realmente il testo originale non ci è dato per ora di conoscere. Gli esemplari finora pervenuti mostrano, come si è detto, i segni evidenti di qualche discrepanza interna, portando a ritenere che la Regola, nelle forme disponibili, abbia subito qualche manipolazione.

Ad una lettura anche superficiale si rileva il fatto che, al momento dell’approvazione del testo giunto fino a noi, l’Ordine doveva avere alle spalle anni di attività, forse già parzialmente regolate, che probabilmente avevano creato qualche problema organizzativo. Lo si deduce dal divieto di tenere “ancora” le sorelle sotto lo stesso tetto, la denuncia di confratelli maldicenti, la conclusione logica della Regola al Capitolo L, dove sembra che il testo sia compiuto, e la riapertura dei capitoli al successivo LI, nonché il contrasto evidente fra confratelli sposati e il divieto di baciare le donne. Si tratta di elementi, come è precedentemente affermato, che indicano una preesistenza del gruppo, non priva di problemi e conflitti interni non irrilevanti e quindi alquanto prolungati nel tempo.

 

La Regola fu originariamente redatta in latino. E’ stato sovente sostenuto, da parte di commentatori francesi, che il testo originale della Regola potesse essere stato scritto in francese, adducendo, come motivo, la scarsa cultura classica o, anzi, la relativa ignoranza di quegli uomini rozzi e semplici che aderivano all’Ordine Templare. Ciò appare palesemente falso e strumentale. I fondatori non erano anzitutto francesi o francofoni. Non erano neppure illetterati e, in quei tempi, la lingua ovunque diffusa in Europa era il latino, che permetteva a san Tommaso d’Acquino o a san Bernardo di spostarsi nell’intero continente europeo senza problemi di comprensione linguistica. Anche le molte citazioni della Sacra Scrittura dimostrano l’adesione alla lingua latina, normalmente usata in ambito religioso e dalle persone dotate di una minima base culturale.

Analogo ragionamento vale per il frequente uso di espressioni integralmente tratte dalla Regola di san Benedetto che, essendo nato a Norcia, non può sospettato di aver scritto in francese.

Per quanto è possibile conoscere, la versione francese, con varianti, fu scritta non prima del 1140.